Sulfamidici

I sulfamidici rappresentano una classe di farmaci ad ampio spettro, utilizzabili sia su batteri gram-positivi sia su batteri gram-negativi. Il principio attivo è un competitore dell’acido para-aminobenzoico, un costituente del cofattore folato. Il loro campo di utilizzo è, prevalentemente, quello della cura alle infezioni urinarie. Rappresentano molecole di sintesi, formate cioè attraverso un processo artificiale.

La resistenza ai sulfamidici è data dalla scarsa affinità della molecola nei confronti dell’enzima diidrofolato reduttasi e dalle barriere d’impermeabilità del batterio.

Confronto tra acido para-aminobenzoico e sulfonamidi
Confrontro tra acido para-aminobenzoico (paBA) e una generica sulfonamide.

I due principali farmaci sulfamidici sono il trimetoprim ed il cotrimoxazolo. Il trimetoprim inibisce la diidropterotato sintetasi (DHPS), mentre il cotrimoxazolo, (cotrimossazolo) che è una miscela di trimetroprim e sulfametossazolo, agisce anche sulla diidrofolato reduttasi (DHPR).

Scoperta dei sulfamidici

La scoperta dei sulfamidici ricade, dal punto di vista temporale, nella prima metà del XX secolo. Durante una ricerca su un potenziale farmaco antibatterico, le attenzioni del biochimico Gerhard Domagk si concentrarono sull'attività metabolica un colorante: il prontosil rosso. Questa molecola sembrava avere una buona attività antimicrobica in vivo, ma qualsiasi test in vitro non dava alcun risultato. In realtà, il colorante era attivamente metabolizzato a livello del fegato attraverso un processo intrinseco di detossificazione. Le urine, in particolare, possedevano una buona attività antimicrobica, garantendo una sufficiente attività contro gli Streptococchi. Dopo qualche anno, si comprese che la molecola capace di operare l'azione antimicrobica era del tutto simile all'acido para-aminobenzoico, giacché era una ammide da esso derivante.

La reazione di solforazione epatica, aveva prodotto una sulfonammide con evidente attività antibatterica.

Resistenza

La resistenza ai sulfamidici è un fenomeno ben conosciuto. I batteri hanno evoluto strategie di difesa che si basano su meccanismi fisici e biomolecolari. Nel primo caso, il principio attivo viene immediatamente allontanato dal citoplasma batterico attraverso pompe di efflusso. Nel secondo caso, mutazioni casuali del genoma batterico, oppure acquisizione tramite vettori plasmidici, conferiscono resistenze del tipo enzimatico. In particolare, gli enzimi sono sempre meno sensibili all'attività della sulfonamide oppure sono capaci di vincere, attraverso una competizione quantitativa, mediante la maggiore produzione di acido p-aminobenzoico, il precursore dei folati.

Resistenza batterica antibiotici
Principali meccanismi di resistenza agli antibiotici.

Attività

L'attività antimicrobica deriva dalla capacità di alterare i processi metabolici che portano alla formazione dell'acido folico. Per questa ragione, l'antibiotico si comporta da batteriostatico, impedendo di fatto la crescita batterica.

Effetti collaterali

Al pari di altri modulatori del metabolismo di sintesi dell'acido folico, anche i sulfamidici possiedono - importanti - effetti collaterali. In prima analisi, la sensibilità del paziente può portare ad episodi di intolleranza oppure di allergie che, nei casi più gravi, portano allo shock anafilattico. In altri soggetti, la funzionalità renale o epatica può essere compromessa, con un evidente aumento della creatinemia e delle transaminasi.

Effetti collaterali all'assunzione dei sulfamidici
Effetto Sintomi Gravità
Sensibilità al principio attivo Reazioni tipiche dell'ipersensibilità fino ad arrivare allo shock anafilattico. Rash cutaneo. Molto grave
Danni epatici o renali Alterazioni del metabolismo renale o epatico. Grave
Reazioni sistemiche Cefalea, astenia sonnolenza. Moderate

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