Autotrofo - Autotrofia - botanica

Scritto da Dott. Crisafulli F..
Pubblicato il 25-08-2016 Revisionato il 04-03-2020
Dott. Crisafulli F.

Laureato in biologia, curo da oltre quindici anni siti di informazione scientifica.

Tavola dei contenuti: Classificazione degli organismi autotrofi - Ecologia degli organismi autotrofi - Evoluzione dell'autotrofia - Pagine correlate

Il termine autotrofo, in biologia, identifica un organismo che è capace di biosintetizzare molecole organiche, più o meno complesse, sia per fini energetici, dunque per il metabolismo, sia per fini plastici, ad esempio nella biosintesi di molecole strutturali. L'autotrofia è, di conseguenza, la condizione biologica nella quale l'organismo sintetizza da sé le molecole appena elencate.

La definizione di autotrofo, nella sua forma classica, è quella secondo la quale l'organismo è capace di sintetizzare le molecole organiche ottenendo l'energia necessaria da fonti non organiche.

L'organismo autotrofo, è capace di biosintetizzare e metabolizzare le molecole a partire da substrati inorganici, utilizzando e trasformando l'energia non chimica. È importante sottolineare il fatto che gli organismi autotrofi sono capaci di ottenere energia chimica, ad esempio molecole altamente energetiche come gli zuccheri, l'amido o gli acidi grassi, convertendo altre fonti di energia, ad esempio la radiazione solare, in energia chimica. L'autotrofia è una strategia energetica e di adattamento evolutivo tipica di molti regni viventi.

Le piante, attraverso il loro percorso di fotosintesi clorofilliana, possono essere degli ottimi esempi di organismi autotrofi giacché sono capaci di sintetizzare molecole organiche complesse, quali ad esempio l'amido o la cellulosa, partendo da substrati inorganici, solitamente assimilati attraverso il terreno dalla radice.

Classificazione degli organismi autotrofi

In base alla fonte energetica, gli autotrofi si suddividono in fotoautotrofi ed chemioautotrofi. Gli organismi fotoautrotofi (raramente definiti fotoautrofi) fanno parte del regno delle piante, e assorbono l'energia solare attraverso dei particolari pigmenti presenti nella foglia, nel fusto e in altri organi cellulari. Gli organismi chemioautotrofi (raramente definiti chemioautrofi) utilizzano come fonte energetica alcune, semplice, molecole inorganiche a base di ferro o zolfo.

Autotrofi - classificazione
Classificazione degli organismi autotrofi in chemioautotrofifotoautrotofi

Ecologia degli organismi autotrofi

Gli autotrofi sono classificati, da un punto di vista ecologico, come produttori primari poiché nella complessa catena trofica si trovano al primo posto, seguiti dai cosiddetti consumatori. Senza gli organismi autotrofi, in altre parole, non sarebbe possibile iniziare la diramata rete di scambi bioenergetici, che prevede il passaggio dell'energia sotto forma di molecole (energia chimica), tra produttori e consumatori.

Gli organismi autotrofi sono, inoltre, importanti poiché contribuiscono alla liberazione di ossigeno nell'atmosfera.

Evoluzione dell'autotrofia

Non è semplice stabilire, in ordine cronologico, se il metabolismo autotrofo sia apparso prima del metabolismo eterotrofo o viceversa. Gli organismi eterotrofi, certamente, dipendono dai produttori primari, rappresentati dagli organismi autotrofi. Secondo questa osservazione, tuttavia, anche gli autotrofi richiedono molecole e, genericamente, risorse, prodotte dagli eterotrofi.

Queste necessità suggeriscono un mutualismo e, contestualmente, una coevoluzione parallela dei diversi tipi di metabolismo.(1)

Pagine correlate

Introduzione alla biologia vegetale: Cellula vegetale, tessuto vegetale, meristema, fasci conduttori (floema e xilema), epidermide.
Organi della pianta: Radice, fusto, foglia, seme, fiore, infiorescenza.
Riproduzione delle piante: Riproduzione asessuata delle piante, ciclo aplodiplonte.
Fotosintesi clorofilliana: (fase oscura della fotosintesi, fase luminosa della fotosintesi), ciclo di Calvin, ciclo C4.


Botanica sistematica
Briofite: Epatiche, antocerote , muschi.
Crittogame vascolari (Felci o pteridofite): Licofite, psilofite , sfenofite.
Gimnosperme: Cicadofite, ginkgofite, conifere, gnetofite
Angiosperme: Graminaceae, solanaceae, Leguminaceae, asteraceae, papaveraceae, rosaceae, crucifere, ombrellifere, liliaceae. :



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Bibliografia

1) Hypothesis on the Synchronistic Evolution of Autotrophy and Heterotrophy - Kirstin Gutekunst. Trends in biochemical sciences
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